15 – UN PO’ PORNODIVA

05

Il locale è davvero bello. Molto più bello ed elegante del prive’ dove eravamo già stati.
Siamo già saliti nella zona hot, la zona “riservata”, un lungo corridoio in penombra che comunica con molte stanze. Ci avviciniamo all’uscio di quella che è sicuramente “occupata”: sulla soglia stazionano tanti uomini soli che guardano all’interno da cui si odono provenire inequivocabili strilli e gemiti.
Indosso un abito nero, scarpe décolleté con tacco alto e non porto le mutandine. Il programma che abbiamo questa sera è “mostrare lo squirt”, quella nostra magia che rende eresia ogni scienza.
Andrea mi abbraccia e mi sorride. E’ contento e sicuro di sé. Adoro vederlo e “saperlo” così!
Mi bacia dolcemente, poi mi prende per mano e, facendosi spazio fra gli uomini accalcati sull’uscio della stanza, mi conduce all’interno. Mi lascio docilmente condurre e tengo gli occhi bassi. Mi piace che sia lui a portarmi e guidarmi.
Entriamo lentamente nella stanza e ci mettiamo vicini alla parete in fondo. Andrea rivolge le sue spalle al muro e io mi piazzo davanti a lui volgendogli le mie.
Sento il suo corpo muscoloso e caldo addossato al mio, il suo bacino che spinge contro le mie natiche, le sue forti braccia che mi circondano da dietro, il suo respiro fra i miei capelli.
I miei occhi si sono abituati alla penombra e mi guardo attorno. La stanza è molto grande. Alla nostra sinistra c’è un enorme letto su cui due coppie nude stanno scopando. Un quarantenne sta montando da dietro una giovane ragazza mulatta che sta a quattro zampe e che emette dei piccoli strilli ad ogni affondo di lui. L’altra coppia sta scopando in posizione missionario.
Vicino al letto c’è una terza coppia in piedi, un uomo e una donna, entrambi molto belli, seminudi, si abbracciano e guardano i quattro che scopano sul letto.
Sull’uscio continuano a sostare degli uomini mentre alla nostra destra nella stanza ve ne sono altri.
Andrea mi circonda il seno con il braccio sinistro, mentre con la mano destra preme sul mio bassoventre e inizia a massaggiarlo piano con movimenti circolari.
E’ padrone di me, del desiderio che mi fa nascere lì, proprio dove mi sta toccando. E’ padrone e signore della mia voglia. Lo sa. Lo so che lo sa. Mi stringe più forte, sicuro e prepotente. Poi mi morde l’orecchio e sussurra “La facciamo vedere la nostra magia?”
Sorrido, mi mordo le labbra e faccio di sì con la testa. Andrea mi bacia sul collo, preme più forte la mano sul mio bassoventre e la fa scendere giù ad afferrare l’orlo del vestito. Me lo solleva fino al piccolo ciuffetto di peli che la mia depilazione lascia sulla passera e comincia ad accarezzarmela piano, continuando a baciarmi e a mordermi il collo.
Chiudo gli occhi e mi gusto la carezza. Titilla piano il grilletto e poi comincia a frugarmi la fica con le dita. Prima l’indice.. dentro e fuori, dentro e fuori… poi indice e medio insieme… ancora dentro e fuori… senza smettere di premere con il palmo della mano contro il mio monte di venere.
Quanto mi conosce…! La fisicità dell’emozione che provo è così reale, intensa, vitale… Ed ogni sensazione fisica che mi sta dando diviene forte emozione.
Adesso ho tre dita dentro che vanno su e giù… il cic ciac dei miei umori si ode sempre più distinto e riconoscibile.
Andrea si ferma e con la mano ben aperta mi dà un piccolo schiaffo sulla fica. Sobbalzo e mugolo. Lui mi morde l’orecchio e mi dice “Godi la nostra magia amore mio. Facciamola vedere.” E inizia a colpirmi la fica.
Apro gli occhi. Ci stanno guardando incuriositi. Il nostro abbraccio, forse insolito, sta catturando l’attenzione delle coppie che stanno scopando, dell’altra coppia in piedi, degli uomini soli sull’uscio e di quelli dentro la stanza. Uno di questi si è avvicinato a noi, ha tirato fuori il cazzo e se lo sta menando. Quando incontro gli occhi dell’uomo che se lo sta menando di fronte a me, cerco e imploro la mia mente di restare all’erta, di rimanere lucida, ma non ci riesco: la mano di Andrea, calda ed esperta, mi sta già tastando la fica in quel modo che nessuno ha mai fatto, quel modo che neanche io sapevo di volere e che ha spazzato via tutte le mani, tutte le bocche e tutti i cazzi che mi hanno avuta. I colpetti si susseguono sempre più energici e i miei gemiti aumentano.
Vacillo e chiudo gli occhi. Le sensazioni di piacere divengono onde potenti, spiriti liberi che mi percorrono e vogliono emergere, uscire da ogni mio poro. Sto cedendo. Vibro nella mente. Palpito.
Apro di più le cosce e mi abbasso. Miagolo sempre più forte. Andrea mi sostiene stringendomi forte col suo braccio sinistro e accelera i colpi con la mano destra.
È dolce e selvaggio insieme. E’ potente e bello e mio.
Non sento più gli strilli e i gemiti delle coppie che stavano scopando: sento solo il rumore degli schiaffetti sulla mia fica fradicia che si gonfia, i miei mugolii e il respiro forte di Andrea sul collo che mi sussurra “Sei quasi pronta amore, fra poco qui ci sarà odore di mandorla…”
Riapro gli occhi. Il tipo che se lo sta menando mi guarda, gli uomini mi guardano, le coppie continuano a scopare ma ormai quasi distrattamente, sembrano molto più interessate a guardare noi. Provo vergogna ma non posso fermarmi. È troppo potente l’energia ed è troppo sensuale ed eccitante quella vergogna.
“Sei mia.” mormora Andrea “Facciamo vedere quanto sei mia.”
Lo voglio. Voglio squirtare davanti a questi estranei che ci stanno guardando. Voglio che vedano come lui sa sciogliermi per poi farmi affiorare più forte, più viva e trionfante. Voglio che vedano quanto in alto sa farmi volare. Voglio che mi vedano totalmente sua.
Tutto prende a muoversi al rallentatore fino a fermarsi. Tutto ammutolisce e rimane in silenzio. Tutti immobili e muti. Solo io e lui siamo animati e vivi. Solo io e lui. I suoi colpi alla fica e i miei sospiri. Mi dimeno, mi inarco e mi contorco.
Poi finalmente le stelle filanti esplodono… Squirto e il rumore dell’abbondante getto di liquido che colpisce forte il pavimento sorprende tutti. Vengo e squirto nello stesso momento. L’onda del piacere mi travolge mentre mi sto sciogliendo. Tremo violentemente e forse grido.
Non era mai accaduto insieme: avevo sempre squirtato dopo i soliti orgasmi. Godere contemporaneamente di quei due diversi piaceri mi fa perdere di vista la realtà. C’è solo il suo abbraccio, il suo calore, la sua carezza e la sua voce. C’è solo lui e tutto il mio amore per lui che trabocca.
Giro il viso e lo bacio mentre l’esplosione di stelle filanti continua. Squirto ancora, mi sciolgo e disciolgo. Continuo a succhiargli la lingua mentre piano piano gli spasmi diminuiscono e riemergo.
Mi stacco dal bacio, apro gli occhi e il quadro di spettatori ha cambiato forma. I quattro non scopano più ma ci stanno guardando. La coppia in piedi si è avvicinata. Il tipo che se lo stava menando adesso è in ginocchio davanti a me, le mani sospese a conca fra le mie cosce aperte, quasi in adorazione. Anche altri uomini si sono avvicinati, hanno tirato fuori i loro uccelli in tiro e si stanno masturbando.
Guardo gli uomini negli occhi, guardo i loro cazzi, le mani che li menano, guardo le coppie.
Mi sento sul set di un porno.
Non provo vergogna. O meglio… provo una vergogna dolciastra che mi eccita in maniera inaudita. Un imbarazzo sensuale che mi rende ancora più audace e spudorata.
Volgo ancora il viso, cerco gli occhi di Andrea che mi sorride e sussurra “Sei magica. Siamo magici.” Lo guardo negli occhi e sfrontata gli dico “Ancora!”
Mi bacia sulla bocca e ricomincia a schiaffeggiarmi la fica. Io riprendo a tremare e vacillare. Palpito e squirto ancora potentemente. D’improvviso non si sente più il rumore del liquido che cade sul pavimento. Guardo in basso e vedo che l’uomo inginocchiato lo sta raccogliendo nelle sue mani a conca e se lo porta alla bocca, quasi come in trance. Lo beve con un’espressione rapita ed estasiata sul viso.
Ancora schiaffetti. Abili, esperti, padroni. Godo e squirto ancora. E ancora. Sono sfinita. Oscillo.
Andrea mi sostiene stringendomi forte. Mi riabbassa il vestito, poi mi prende per mano e mi conduce fuori la stanza. Ho le gambe tremanti, le cosce bagnate e la fica gocciolante. Scendiamo le scale e ci infiliamo in un bagno.
Ci abbracciamo e ridiamo, ci baciamo senza smettere di ridere.
“Hai visto il tipo in ginocchio che ha raccolto il tuo succo e lo ha bevuto?” mi dice Andrea “Era proprio… ‘partito’! Sembrava assistesse a un miracolo!”
Rido ancora. Lo abbraccio forte e gli dico “Sei tu che compi i miracoli, ragazzo: pensa che stasera mi hai resa un po’ pornodiva e un po’ acqua di Lourdes!”

Anna Salvaje

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6 pensieri su “15 – UN PO’ PORNODIVA

  1. Ho letto il tuo blog saltabeccando da un racconto ad un altro, mi sono divertito, mi hai svegliato i miei ricordi di quando ero ventenne ed ero un impenitente debosciato vizioso. Memorabili quegli anni, oggi, poco più che cinquantenne porto nel cuore una donna che conobbi trent’anni fa e che ora ha 74 anni. Ed amo uno coetanea che fu la mia amante ma io non ebbi mai il coraggio di lasciare la.mia compagna per lei, come mi chiese con insistenza prima.di scomparire.
    Il problema, se problema é, credo sia il mio poliamorismo.
    Ti auguro tutta la gioia che solo il sesso o una fetta di un dolce possono dare, quella gioia che non é possibile descrivere se non usando tutte le parole ancora da.inventare.
    Un abbraccio

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  2. Anna…è il primo che leggo fino in fondo…anzi no…ma il primo che ho iniziato a leggere (Proposta indecente) era più che altro un “incipit”…bello il tuo modo di scrivere..coinvolgente..carico d’amore e di umana comprensione e tenerezza (malgrado sia “pane al pane” e “vino al vino”…o meglio “cazzo al cazzo” e “fica alla fica”)…ma la volgarità sta veramente altrove e non nei tuoi pensieri e nei tuoi dialoghi…nemmeno nel tuo corpo suppongo..
    Ti lascio un bacio unito ad un grazie per quanto di bello esiste in te.

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  3. esiste un instante, in quei luoghi, in cui si oltrepassa una soglia e la luce si abbassa, e si abbassano i recinti e si abbassano le difese, e ci s predispone ad assistere o a essere coinvolti in qualcosa che può succedere o non succedere.
    nel vostro caso siete entrati da comparse per poi rubare la scena, velocemente.
    ovviamente non ho assistito alla scena, ma è come se.
    e il mostrare le tue magie a tutti quegli uomini non è in fondo diverso che il raccontarle qui.
    non ho assistito allora, ma assisto a questa seconda rappresentazione fatta di parole ma non solo di parole.
    perché le parole comunque non basterebbero, perché più che raccontare evochi, e quel che evochi si sveglia e risale veloce dagli abissi della coscienza,
    prende velocità.
    arriva.

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