14 – LA RADIOGRAFIA DEL MIO PIACERE

wpid-fb_img_1430525695397.jpg

Stavamo facendo l’amore da due ore quando mi fece alzare e mettere in piedi davanti lo specchio. Nuda. Le gambe divaricate.
Lui stava dietro me, il braccio sinistro attorno al mio collo, il braccio destro che mi circondava la vita e con la mano mi accarezzava la fica.
Intanto affondava il viso fra i miei capelli e mi parlava all’orecchio.
Cos’era? La sua voce sfrontata? O la spudoratezza di quel che diceva? O il fatto che lo diceva e che sapevo sapeva l’effetto che mi faceva? Mi sussurrava quello che provavo, mi descriveva quello che sentivo quando il grilletto si gonfiava, quando sarebbero arrivati altri brividi e dove mi avrebbero scossa, anticipava nel dettaglio ogni mia sensazione…
Era proprio questa la cosa pazzesca: che lui lo sapeva davvero! La sua voce mi confermava che “sentiva” davvero quel che provavo. Quel che diceva era esattamente quello che sentivo: era la radiografia del mio piacere…
Mi guardai nello specchio.. eravamo uno spettacolo magnifico, uno spettacolo sconcio ma nello stesso tempo purissimo, un vero inno alla Vita.
“Dov’eri?” gli domandai “Dove sei stato, che non ti vedevo ma ti ho cercato da sempre?”
Andrea si zittì e mi strinse più forte a sé.
Rovesciai la testa all’indietro, poggiandola sul suo torace. Poi gli sorrisi esclamando “È per quello che sei tanto più giovane di me: perché ti farneticavo, desiderandoti e immaginandoti! E così, a furia di desiderarti, tu ti sei avverato.”
Divenimmo seri e continuammo per un attimo lunghissimo a guardarci nello specchio, a fissare la signora e il ragazzo nudi e avvinghiati, immobili e con gli occhi sgranati, come animali sorpresi da luce. Poi lo stesso guizzo di urgenza negli occhi e il nastro di noi riprese vorace e veloce.
Cominciò a darmi con il palmo della mano bene aperta dei colpetti ritmici e vigorosi sulla fica e riprese a parlarmi con voce roca del mio piacere, di come conoscesse la mia fica e le sue voglie, di come sapesse farla godere mentre iniziavo a squirtare in una maniera infinita.
Mi sentivo esplodere, esisteva solo il mio piacere e la sua voce. E milioni di colori.
Oscillavo, mi cedevano le gambe e gocciolavo in un modo indecente. Tremavo di desiderio e di gioia, di piacere che voleva diventare vulcano. Tremavo di vita.
Mi piaceva da morire sentirmi in quel modo totalmente nuovo, completamente esposta, sentirmi nuda e denudata nelle mie voglie fino all’osso. E mi piaceva tantissimo che lui mi vedesse e sapesse così.
Ogni tanto Andrea accelerava i colpetti della mano e allora il mio squirt colava a fiotti. Il suono del liquido caldo che colpiva il pavimento mi eccitava da impazzire e i miei ansimi si facevano ad ogni ondata più forti e più intensi.
Ero totalmente persa e priva di confini: sentivo solo il suo braccio al collo che mi reggeva forte e la sua voce all’orecchio che mi diceva “Goditelo amore. Sono con te. Goditelo”.
Continuai a sciogliermi e a disciogliermi, a perdermi in lui e in noi, ad essere me stessa come forse non ero stata mai.. perché mai avevo avuto così tanto bisogno d’amore, mentre la pozzanghera sul pavimento fra le mie gambe si allargava fino a bagnare i nostri piedi nudi.
Dopo, esausta e spossata, mi appoggiai a lui che mi reggeva forte e a occhi chiusi girai la testa a cercargli la bocca.
Dovevo annullare la mia strada e gli assurdi preconcetti per cedere alla curiosità di quel giovane amante così diverso e improbabile, avevo dovuto urtarlo, abbracciarlo, sentirlo per sentirmi viva per davvero, per accorgermi che il mondo poteva ancora sorprendermi e che la mia anima non aveva mai avuto una porta. Avevo dovuto fidarmi e affidarmi a quel ragazzo per sentirmi finalmente nuda e fragile, chè ad essere armata e forte c’ero sempre riuscita da sola.

Anna Salvaje

Annunci

Un pensiero su “14 – LA RADIOGRAFIA DEL MIO PIACERE

  1. tu davanti allo specchio.
    si vedono solo i tuoi occhi, e poi a scendere la bocca, il collo, il seno, il ventre, e poi giù, tra i dettagli che tu stessa descrivi.
    all’improvviso l’inquadratura si allarga e .. sei sola.
    Andrea è nello specchio, tu lo vedi, tu senti le sue mani e il loro effetto su di te, senti il suo odore e il suo sussurrarti all’orecchio. e la magia alle mandorle accade davvero.
    ma Andrea è nello specchio, solo nello specchio, e la sua immagine persiste sulla retina.
    e all’improvviso tu stessa sei nello specchio con lui e poi lo specchio diviene lo schermo del cellulare nella mia mano sinistra, mentre la destra digita.
    finisco di scrivere, poi lo metto via.
    e mi annuso la mano.
    mandorle.

    Liked by 1 persona

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...