07 – IL SUO ODORE

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Come è possibile che ogni volta che mi avvicino a lui, che sento il suo odore, che sento nella bocca il suo respiro… la fiamma nel mio bassoventre si accende e mi fa sciogliere?
Ogni volta, varcata la soglia di una nuova stanza, l’aria si accende e si fa elettrica, viva e vibrante. Lui è con me. E ci sono i colori. Non c’è cappa di grigio che tenga, ché il grigio ed ogni sua sfumatura sono rimasti fuori la porta.
Mi piace avvicinarmi quando siamo ancora interamente vestiti, gli dico di stare fermo, di dischiudere la bocca e di restare immobile.
Allora chiudo gli occhi e respiro forte avvicinandomi..
Stiamo in silenzio, ascolto il rumore dei miei movimenti, dei miei abiti, dei tacchi sul pavimento. Ad occhi chiusi mi faccio sempre più vicina, sento il suo odore sempre più forte mentre la mia bocca cerca il suo respiro.
Lui è cosi alto che devo inarcarmi un po’ sulla punta dei piedi e sollevare il viso per trovargli la bocca. Rimango per un po’ così, ferma e sospesa, le bocche vicine, a gustarmi il suo fiato dolcissimo e caldo. Poi apro gli occhi e ogni volta mi ritrovo a guardarlo sorpresa e stupita per quanto mi incanta.
Che madornale errore credere che l’amore sia progetto e certezza, quando l’amore è soprattutto stupore.
Vorrei abbracciarlo, stringerlo e schizzare oltre, per un secondo o mille anni, staccare i piedi da terra, fargli da pipistrello e farmi portare via da me.
Resisto a cedere a quell’avanzamento veloce del nastro che il mio desiderio vorrebbe.
Lo guardo. È immobile. Ha gli occhi chiusi e la bocca dischiusa, come gli avevo ordinato. “Sei proprio un bravo e ubbidiente ragazzo” gli sussurro compiaciuta e seduttiva. Poi avvicino la bocca al suo orecchio e, chiamandolo per cognome, gli dico con tono imperioso di continuare a star fermo.
Stiamo respirando più forte, di nuovo con le bocche vicine. Chiudo gli occhi, tiro fuori la lingua e gli sfioro le labbra, ne seguo i contorni, ne palpeggio la carnosità e la pienezza. Poi con la punta faccio capolino dentro la sua bocca, dapprima esitante e quasi timida, poi sempre più determinata e sicura, strappandogli piccoli mugolii.
Mi piace leccargli le labbra e i denti. Ficcargli la lingua in bocca e frugargliela tutta, solleticare la sua. Adoro respirare dentro la sua bocca, succhiargli la lingua, bevendo ogni suo gemito, leccandogli il respiro…
Siamo immobili entrambi, solo la mia lingua si muove a esplorargli la bocca, mentre resto sospesa e protesa verso lui, tutta quanta, tutta intera – una, molteplice e infinita – mentre il suo odore mi inebria e il fuoco nel mio bassoventre e fra le cosce divampa.
Attizzo ancora il mio fuoco, aggiungo altra voglia alle voglie e inizio piano a inarcare il bacino, a strofinarmi sul cazzo che sento diventare sempre più duro sotto i jeans.
Mi piace percepire i suoi sussulti, sentire le sue mani tremare, fremere e non resistere a non toccarmi.
Allora cedo e per un po’ lo lascio fare, gliele lascio avvicinare ai miei fianchi, al mio culo. Giusto il tempo di sentire i miei brividi.
Talvolta alzo il vestito e lo assecondo, gli lascio palpare le natiche calde, la pelle nuda delle cosce fra mutandine e autoreggenti. Oppure mi dondolo, divarico un po’ le gambe facendo in modo che la sua mano a palmo aperto tocchi la mia fica, ne possa avvertire il calore e il bagnato attraverso le mutandine. Continuo piano a muovermi e a spingere con progressiva frenesia, fino al punto in cui quasi non si capisce se è lui ad accarezzarmi la fica o se è la mia fica a cercare e ad accarezzare la sua mano.
Poi mi blocco e lo blocco, avvicino le mie labbra al suo orecchio e gli sussurro decisa: “Fermo ragazzo. Fermo. Ti voglio immobile. E mio. E nudo.”
E lui deliziosamente di nuovo ubbidisce.
Solo allora apro gli occhi e trovo sempre i suoi che cercano i miei. Andrea ha degli occhi magnifici quando è eccitato: gli si annacquano di piacere e diventano brillanti. Guizzano di gioia e di vita come gli guizza e gli pulsa il cazzo,.. quel suo incantevole cazzo che di lì a poco mi pulserà nella fica, nel culo, nella bocca…
Respiro più forte e comincio lentamente a spogliarlo.

Anna Salvaje

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11 pensieri su “07 – IL SUO ODORE

  1. quello che accade nel tempo che passa tra l’istante in cui chiudi gli occhi e l’istante in cui li riapri.
    quello che invece accade quando gli occhi sono ben aperti.
    mi chiedo dove stia la vita, e dove il senso profondo.
    da piccolo pensavo che gli occhi da chiusi si girassero e guardassero dentro.
    (non è vero, ma mi piace inventare i miei “da piccolo”)

    mentre un altro pensiero pian piano prende forma.
    arriverà.

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  2. lui non lo sa davvero chi sei, chi sei per lui.
    quando ti chiama “amore” lo fa quasi a disagio, con il suo volerti che ti esplode dentro e le parole che arrancano.
    non è la parola che davvero sente giusta, forse è solo tra le sue la parola che più si avvicina a te.
    ma si avvicina a te fa come un cagnolino che annusa un albero senza vederne le radici che si estendono metri e metri sotto di lui e le fronde che si stagliano nel cielo.
    e lui gode della forza che tu prendi dalla terra, e gode dell’ombra dalla luce del mondo, e sente la potenza, e ti chiama amore.
    in quel metro da terra tu sei tutto per lui e lui è tutto quel che ti serve, e a questo trova il nome: “amore”.

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