06 – UNA NUOVA LETIZIA

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“Non vuoi farmi il culo?” gli chiesi un pomeriggio. Così d’improvviso, mentre eravamo nudi sul letto, gambe e braccia intrecciate, spossati d’amore.
Lui arrossì fino alla fronte. Avevo già capito che non aveva mai preso una donna in quel modo e me lo confermò comunque lui poco dopo. Ci vedevamo da più di due mesi e un potente indizio che fosse inesperto al riguardo era sicuramente il fatto che non me lo avesse mai chiesto e che non avesse nemmeno tentato un debole approccio durante gli amplessi (ci sono uomini che non te lo chiedono: tu stai lì a pecora, convinta che stanno per farti la fica, quando senti un cazzo che preme forte contro il tuo buchetto. Generalmente in quei casi mi giravo e mollavo una sberla al cafone di turno).
Ho un bellissimo culo, qualcuno lo ha definito “un culo che parla”… e praticamente tutti i miei amanti mi hanno chiesto prima o poi di farmelo. L’ho concesso a pochissimi, possono contarsi sulle dita di poco più di una mano. E, credetemi, per il numero di amanti che ho avuto, quelli che hanno goduto del mio culo sono una percentuale davvero bassa!
Non perché non mi piacesse, anzi. Quando lo facevo mi piaceva da impazzire, godevo come una matta. Era però necessario che lo desiderassi, che quell’amante mi piacesse veramente tanto, fino a desiderare di esserne totalmente invasa, di essere “forzata” e violata, fino a desiderare che lui divenisse mio signore, nel corpo e nello spirito, come se dal buco del culo si potesse giungere a prendermi l’anima. E uomini che mi sono piaciuti in questo modo sono stati davvero rari.
La volta successiva che ci vedemmo Andrea mi aveva anticipato al telefono che aveva comprato dell’olio.
Eravamo nella camera dell’hotel dove andavamo più frequentemente. Cominciammo subito a baciarci, a toccarci, a stringerci, con la frenesia e l’eccitazione di sempre, arricchita dalla letizia di quella cosa nuova che avremmo fatto insieme. Ancora vestiti ci buttammo nel letto, a rotolarci, sorriderci, strusciarci. Ci spogliavamo velocemente. E ad ogni indumento che volava sul pavimento c’era un bacio profondo, una lingua infinitamente succhiata, una carezza alla fronte, un sorriso negli occhi.
Eravamo nudi, caldi, sudati, con la febbre d’amore addosso. Era ormai autunno ma avevamo ancora l’estate dentro.
Mi sedetti sul bordo del letto, andai indietro con la testa e spalancai oscenamente le cosce con la fica bene esposta. Andrea si accovacciò sul pavimento con la testa fra le mie gambe e cominciò a leccarmi e succhiarmi. Mi misi un cuscino sotto la testa perché mi piaceva guardarlo negli occhi mentre mi baciava e leccava la fica. Vedevo la parte superiore del suo volto e gli adorati occhi brillanti fissi nei miei. Cercavo di mantenere fermo lo sguardo, ma non ce la facevo: il piacere che mi dava era così forte che i miei occhi si chiudevano, si riaprivano, si annacquavano, si rovesciavano indietro seguendo i movimenti della sua lingua, dei suoi baci e dei fiotti di nettare che stillava dalla mia passera. Venni diverse volte, mugolando in modo indecente, fottendomene se di là della stanza qualcuno potesse sentire.
Si tirò su e si posizionò su di me, stava per entrarmi dentro e io stavo morendo dalla voglia di essere sbattuta dal suo cazzo quando gli sgusciai da sotto e mi misi a quattro zampe.
“Inculami” gli dissi. Lo volevo disperatamente e lo volevo in quel momento, con tutto il desiderio di cazzo che avevo in fica. Volevo stare a quattro zampe e volevo che mi scopasse il culo, mentre dalla mia passera colava nettare e brama di essere riempita. Volevo essere inculata così, con la fica orfana e vogliosa, privata del suo incanto.
Udii che si muoveva dietro di me, che stava armeggiando con qualcosa. Poi un dito scivoloso si introdusse piano nel mio culo. Mi rilassai. Lui teneva il dito fermo, forse aveva paura di farmi male. Mossi dolcemente il bacino e sospirai “Sì amore”.
Cominciò a muovere il dito dentro e fuori, con un movimento circolare.
Quanto era delizioso sentirlo…. quanto era dolce stare lì… totalmente esposta, indifesa, fragile e viva, con la consapevolezza che di lì a poco il mio magnifico 26enne mi sarebbe entrato nel culo a toccarmi l’anima.
Tolse il dito e avvicinò la punta dell’uccello, era calda e scivolosa. Ero così vogliosa e rilassata che lui riuscì quasi subito a mettere dentro la cappella. Il pensiero di lui che si era cosparso d’olio per non farmi male, il pensiero dell’emozione che sicuramente stava pervadendo anche lui mi commosse fino a riempirmi gli occhi di lacrime e singhiozzai. Lui equivocò, perché smise di spingere. Allora cominciai a muovermi io, piano e dolcemente, avanti e indietro, sospirando “Sì amore. Parlami Parlami”. M’era venuta voglia di sentirgli dire sconcezze.
Andrea mormorò con voce profonda e densa di emozione “Ti sto inculando amore, sono dentro il tuo culo.”
Quella frase ebbe un effetto devastante nella mia mente e forse anche in lui, perché non l’aveva mai detta a nessun’altra donna prima.
Mi mise le mani sui fianchi e cominciò a scoparmi perbene, a incularmi alla grande. Andava dentro e fuori sempre più forte e ogni volta si conficcava sempre più in fondo, ad ogni spinta affondava e mi dava un altro centimetro di cazzo.
Puntai le mani sul materasso cercando di assumere una posizione più stabile e rigida, per offrire più resistenza a quell’assalto, per gustarmelo meglio. Cominciai a sentire ad ogni affondo le palle di lui che colpivano la mia fica fradicia e sentivo come ad ogni spinta si bagnavano sempre di più del mio succo.
Chiusi gli occhi ed ebbi una visione: un primo piano del mio culo e del suo cazzo che me lo stava scopando, un’immagine da film porno che si ripeteva come un loop nella mia mente e cominciai a venire. Godevo e ansimavo, godevo e ripetevo “Sì amore”, godevo e gemevo senza vergogna. Era un piacere fortissimo, intenso e particolare, “estremo”, che si insinuava fin dentro il cervello, in ogni sua piega, un orgasmo che sembrava non finire più e che mi sconquassava dentro.
Stavo ancora venendo quando udii la sua voce adorata dirmi “Vengo amore, sto venendo nel tuo culo” e affondò in me fino alle palle rimanendo poi lì fermo. Io godetti nuovamente e stavolta con la fica, col grilletto, stando immobile. Non so come fu possibile. Forse per via degli spasmi del suo cazzo che stava stillando miele nel mio culo o per via delle potenti sollecitazioni che le sue palle avevano fatto alla mia passera…
So solo che fui sua tantissimo, intensamente, infinitamente, come forse non ero mai stata di nessuno.

Anna Salvaje

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11 pensieri su “06 – UNA NUOVA LETIZIA

  1. le parti di un uomo sono mosse da fili diversi, e ogni filo si innesta in un punto preciso.
    ci sono parole dilatate capaci di smuoverne molti senza un ordine e senza un senso,
    poi ci sono parole come quelle che ho appena letto qui.
    parole chirurgiche, a fuoco, capaci di trovare uno di quei fili, di tenderlo fino al limite, e farlo vibrare.
    ne esce un suono, una nota profonda, una risonanza.
    e quando la lettura termina, quella nota rimane.
    persistenze.

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  2. Credo che l’eccitazione che provi a scrivere ed a descrivere con dovizia di particolar gli incontri i sia pari , se non superiore, agli amplessi reali. Non è che in fondo poi tu sei un personaggio forzato nella tua mente? Bada bene non sono bigotto tutt’altro. Ognuno deve vivere le sue sfere affettive, sessuali e comunque personali come crede. Ma,. Em tuo caso renderle pubbliche è una sfida ,forse, la parte più alta della tua eccitazione che non può esaurirsi in un amplesso anche se con un ragazzo che venirti figlio.
    È una impressione di getto . Buona vita. Roberto

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  3. Bella scoperta questo diario segnalatomi da una mia amica! La lettura è piacevole ed eccitante al tempo stesso, al contrario di blog similari non usi inutili parafrasi e giri di parole che non sopporto e che sanno tanto di falso e ipocrita. Usi una terminologia reale ed sempre piacevole sentirla da una donna. Detto ciò mi sarebbe piaciuto poter tornare indietro nel tempo ai miei ventisei anni e aver avuto la fortuna di incontrarla una donna come te! Ma a quei tempi ero decisamente stupido e…non c’era nemmeno internet ed i siti d’incontri! Ah…che invidia! 😀
    Comunque complimenti, bel blog!

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