01 – LA PROPOSTA INDECENTE

image

Ho conosciuto Andrea in un sito di incontri extraconiugali. Ero iscritta da un paio di anni, periodo in cui ero stata contattata ed ero uscita con molti uomini, tutti appartenenti al medesimo target. Uomo, sposato (come lo ero io), 40-50 anni, professionista affermato, elegante, brillante, in cerca di evasione e complicità.
Di solito il copione prevedeva aperitivo, cena, gite in magnifici alberghi e scopate di ottimo livello. Il tutto durava qualche settimana, poi regolarmente mi stancavo e mi annoiavo. E quell’amante finiva nel dimenticatoio insieme agli altri, a tutti quelli di cui ricordo solo vagamente il nome, ma non un’immagine, un sogno, un’idea.
Andrea mi contattò un pomeriggio e sinceramente non so nemmeno perché gli risposi: non corrispondeva affatto a quel target, anzi. Giovane, 26 anni, single, studente. In genere a quel tipo di utente non rispondevo mai. Con lui invece lo feci. Forse perché mi scrisse una battuta sciocca e ingenua e io non volli perdere l’occasione per sottolineare la banalità della sua osservazione e in qualche modo mortificarlo. Lui si scusò per la battuta e scriveva un italiano corretto. Questo mi spinse a continuare a chattare con lui.
Dalla chat passammo presto al telefono e a whatsapp.
Ma, credetemi, non avevo nessuna intenzione di incontrarlo: troppo fuori dai miei schemi! Però chiamarlo ogni tanto mi divertiva, mi metteva allegria imbarazzarlo, mandargli qualche mia foto particolare (un dettaglio della mia scollatura, di una caviglia, di una gamba). E lo invitavo a mandarmi file vocali della sua voce, di frasi contenenti la lettera “r” (Andrea ha un modo tutto suo di pronunciare la “r”). Gli dicevo di essere curiosa di vedere come si atteggiasse la sua lingua per emettere il suono della erre in quel modo. Generalmente dopo queste mie osservazioni lui stava zitto al telefono, capivo che non era abituato a conversazioni cariche di doppi sensi (conversazioni che io invece adoro) e allora per divertirmi alzavo il tiro .
Ma non era comunque nei miei programmi incontrarlo. Affatto.
Però accadde.
Un giorno che ero particolarmente annoiata gli scrissi senza nemmeno pensarci.
“….e se ti facessi una proposta indecente?” scrissi.
“Accetterei” rispose lui.
“Prendi una camera in un albergo. Scrivimi la via e il numero della stanza. Io vengo da te e mi prometti che ti lasci annusare tutto. Poi magari ci vediamo un film insieme.”
“Va bene. Lo faccio.” Mi scrisse.
Ero rimasta sorpresa, non mi aspettavo il suo immediato assecondare quella mia proposta folle e in qualche modo anche rischiosa (del resto ero una totale sconosciuta). Ma siccome sorprendermi è tra le emozioni che preferisco ed è sempre più raro che io trovi persone che sappiano farlo, ormai quella sera non avrei rinunciato per niente al mondo di raggiungere in una stanza di albergo un giovane e sconosciuto ragazzo di 26 anni per “annusarlo tutto”.
Era quasi estate. Avevo indossato un vestitino elegante molto scollato e sexy, scarpe tacco 12, capelli freschi di parrucchiere e trucco accesissimo. Appena scesa dal taxi che si era fermato di fronte l’albergo pensai subito alla possibilità che il portiere poteva seriamente scambiarmi per una escort, ma questo pensiero, invece di imbarazzarmi o intimidirmi, mi eccitò in una maniera clamorosa.
“Se il portiere deve prendermi per una puttana che almeno mi prenda per una gran bella puttana!” pensai. Mi ripassai un altro strato di rossetto, allargai ulteriormente la scollatura del vestito ed entrai nella hall.
Dissi che dovevo andare alla 110 e che ero attesa da un ragazzo.
Sono certa che il pensiero “E’ una puttana” passò nella mente dell’omino, anche se altri indizi (dalla mia voce, al vestito elegante, alla fede all’anulare sinistro) suggerivano che forse ero “una signora”.
A confermare però all’omino che ero una “signora ma anche puttana” ci pensò Andrea che, uscito dalla stanza, si era avvicinato al banco della reception e mi chiedeva con tono interrogativo e voce insicura “Sei tu Anna…?”.
Cazzo! Quale donna, di cui non si è certi dell’identità, viene attesa in una camera di hotel se non una puttana??
In un altro momento tutto questo mi avrebbe irritato e fatto incazzare, invece lo trovai divertente, sexy e dannatamente eccitante. E poi Andrea era così bello, giovane, alto, un corpo magnifico e degli occhi intensi e intimiditi. Era così diverso dai miei soliti amanti…
Risposi che Anna ero io ma che prima di andare in camera avrei voluto prendere un aperitivo con lui nel bar di fronte. Poggiai con sicurezza il mio documento sul banco della reception (documento su cui il portiere avrebbe letto la mia età e il mio stato civile di coniugata) e uscimmo.

Anna Salvaje

Annunci

15 pensieri su “01 – LA PROPOSTA INDECENTE

  1. cito:

    “….e se ti facessi una proposta indecente?” scrissi.
    “Accetterei” rispose lui. ”

    ho letto ogni post, qui.
    ti ho guardata con i suoi occhi, poi ho guardato lui con i tuoi e infine mi sono ritrovato ad osservare le stanze, le stazioni, le penombre dei privé e dei club, i giardini in cui le vostre mani si sono cercate e la pelle ha trovato pelle.
    il tutto senza mai fare un vero sforzo di messa a fuoco, bensì cercando di cogliere la melodia che ti suonava dentro senza farmi distrarre dai dettagli, messi ad arte come trappole.
    e quello che ho visto mi fa riflettere su questo semplice scambio iniziale.

    “….e se ti facessi una proposta indecente?” scrissi.
    “Accetterei” rispose lui. ”

    qui c’è tutto, ci sei tu, c’è lui, c’è già tutto quello che poi ho letto.
    vivere è in fondo questo: un presupposto seguito dalle relative declinazioni.

    Liked by 1 persona

  2. è la prima volta, sì.
    se fossi un poco meno attento potrei non vedere che usi “diario” e non “memorie”.
    e certe storie devi guardarle da vicino o non riuscirai a sentirne l’odore, quando è proprio nell’odore che si cela il senso profondo.
    leggo, sento, scopro cose anche di me, vedo accanto al tuoi percorso, tracce fresche del mio.
    quindi il Grazie è mio.

    Liked by 1 persona

  3. la distanza è un filo che vibra.
    la distanza può modularsi, può tendersi, oppure rilassarsi in una finta prossimità priva di ogni tensione.
    tanto che l’amore stesso si rivela non essere altro che una distanza stretta al collo.
    e il respiro che manca è tutto sangue che si sposta.

    Mi piace

  4. poi accade che le stelle si riallineano, che le cose si ripetono, e siamo un po’ diversi, e siamo un po’ più avvezzi alla distanza e alla non distanza.
    la misura non conta, conta solo il tempo di risposta dei sensi nei sensi.
    le risonanze risuonano, le palpebre si schiudono e tutto è un po’ diverso.
    cercare un nuovo inizio significa, a volte, essere disposti a dimenticare quello vecchio.
    è un prezzo. che poi sia giusto non lo saprai che alla prossima proposta, più o meno decente.

    Liked by 1 persona

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...